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12 aprile 2012

LA STORIA DI MATTEO





Roberto ed Elisabetta  sono i genitori di Matteo, un bambino di 13 mesi nato con piede torto bilaterale e curato con il metodo Ponseti dal dottor Armando Gabrielli.

4 aprile 2012

PONSETI E GABRIELLI METTONO IL GESSO AL PICCOLO BENJAMIN (video da Youtube)




Per chi aspetta un bimbo con ptc e si chiede se i gessi siano dolorosi: nel video potete vedere il professor Ponseti e il "nostro" Armando Gabrielli (da 0.44) mettere il gesso al piccolo Benjamin ad Iowa City, presso l'Ospedale dell'Università dell'Iowa.

Balza agli occhi la grande delicatezza e l'attenzione con cui lavorano i medici che applicano correttamente il metodo Ponseti. Il bambino è tranquillo, non piange, beve il latte o si calma con il ciuccio. Chi ha provato i gessi dolorosi del metodo tradizionale, con il bimbo tenuto da quattro persone che urla e piange, purtroppo comprende fin troppo bene la differenza.

Per chi invece sta soffrendo per i gessi tradizionali: non è "normale" che il bambino pianga disperatamente! Vostro figlio non deve più soffrire in questo modo: con il metodo Ponseti... guarire si può!


Per confrontarsi con altri genitori su questi argomenti:


GRUPPO DI FB piede torto congenito

GRUPPO DI YAHOO  Piede_torto_possibili_terapie
 
GRUPPO DI FB Piede torto congenito metodo Ponseti

18 agosto 2011

IL METODO PONSETI

Potete trovare una descrizione accurata del metodo Ponseti nel Manuale pratico del metodo Ponseti, che potete leggere ad esempio qui.

In questa pagina una sintetica descrizione del protocollo di cura.

CHE COS'E' IL METODO PONSETI?

E' un trattamento di cura del piede torto ideato dal dottor Ignacio V. Ponseti (1914-2009), a partire dagli anni Cinquanta. E' il metodo più testato, sicuro, economico ed efficace per la cura del ptc.
Ponseti ha ideato il metodo per correggere la malformazione ricorrendo il meno possibile alla chirurgia. Meno chirurgia significa meno rigidità, meno debolezza e meno dolore in età adulta.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN PIEDE CORRETTO CON IL METODO PONSETI E UNO TRATTATO COL METODO TRADIZIONALE?

L'operazione chirurgica utilizzata (purtroppo ancora oggi) nel metodo tradizionale è molto invasiva e spesso non risolutiva; i genitori riferiscono di vistose cicatrici e soprattutto  di un piede debole, rigido, alle volte ancora storto, esteticamente "brutto" (appare, per così dire, "senza caviglia" e con poco tallone, tozzo, particolarmente corto), col tempo anche dolorante. E' inoltre particolarmente soggetto a recidive, per cui può essere operato più volte nel corso degli anni.

Nel metodo Ponseti la chirurgia è assente o minima (la tenotomia comporta un taglio di pochi millimetri; la cicatrice è praticamente invisibile), pertanto il piede è forte, flessibile, "appoggia" bene, rimane funzionale nel corso degli anni, senza dolore, ed è anche esteticamente quasi uguale ad un piede "normale" (ha la caviglia e il tallone ben disegnati, è solo un poco più corto, ma la differenza non si nota). Il tutore Ponseti riduce inoltre al minimo il rischio di recidiva, che comunque è più facile da curare in un piede trattato col Ponseti che in uno trattato chirurgicamente.

Qualche foto di esempio. Queste sono le cicatrici lasciate dall'intervento tradizionale:


















Questa invece è la cicatrice della tenotomia percutanea del metodo Ponseti, praticamente invisibile: