Un piede torto curato nel modo giusto è un piede funzionalmente normale e che può fare sport, danza e attività fisica intensa.
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20 aprile 2012
7 marzo 2012
IL PIEDE EQUINO VARO SUPINATO (piede torto congenito)
CHE COS'È IL PIEDE TORTO CONGENITO?
Detto anche piede equino-varo-supinato, è una delle più comuni deformità congenite (colpisce 1-2 bambini su 1000, in prevalenza maschi).

sono addotti (la parte anteriore punta all'interno);
vari (anche il tallone è piegato verso l'interno);
supini (la pianta del piede è ruotata verso l'alto);
cavi (il piede appare come "rotto" a metà sul lato interno);
equini (la punta è rivolta verso il basso).
Può essere bilaterale (colpisce entrambi i piedi) o monolaterale (un solo piede).
Una forma particolarmente grave è il piede torto atipico, che necessita di cure specifiche da parte di un medico molto capace, per essere guarito con successo.
Per la cura del piede torto sono utilizzati diversi metodi:
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14 ottobre 2011
MIO FIGLIO AVRA' UNA VITA NORMALE?
Quando nasce un bambino con ptc, i primi dubbi dei genitori sono questi:
MIO FIGLIO AVRA' UNA VITA NORMALE? CAMMINERA', CORRERA', SALTERA' COME GLI ALTRI BAMBINI? POTRA' FARE SPORT?
I medici tradizionali in genere dicono ai genitori: "il percorso sarà lungo, ci saranno problemi, forse dovrà fare operazioni, fisioterapia... però camminerà... certo non si aspetti che faccia le Olimpiadi..."; al che giustamente ci si allarma, perché tutti camminano, perfino i bambini non curati del terzo mondo, ma come "camminano"?
In effetti i loro pazienti, curati con il metodo chirurgico tradizionale, possono avere da adulti molti problemi: si va da una maggiore rigidità, debolezza dei muscoli, qualche doloretto quando cambia il tempo, maggiore sforzo nel fare attività fisica, a problemi più seri come artrite, forti dolori, claudicanza (si zoppica), soprattutto nei plurioperati.
Ebbene, la risposta di Ponseti e dei suoi allievi è molto diversa:
CON IL METODO PONSETI IL BAMBINO CAMMINERA', CORRERA', SALTERA', FARA' SPORT SENZA ALCUNA LIMITAZIONE O DOLORE.
DA ADULTO NON AVRA' I PIEDI RIGIDI E DOLORANTI.
SE VORRA' POTRA' ANCHE FARE LE OLIMPIADI O GIOCARE NELLA NAZIONALE DI CALCIO!
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5 ottobre 2011
IL BAMBINO METTE I PIEDI "A PAPERA": MI DEVO PREOCCUPARE?
A molti genitori può sembrare, dopo i gessetti, che il bambino abbia i piedi "storti" verso l'esterno, al contrario rispetto a prima. Anche quando impara a camminare, sembra spesso mettere i piedi "a papera", suscitando preoccupazione nelle mamme, sempre così attente che la postura del bambino non abbia nulla di "strano".
Anche l'uso del tutore può preoccupare i genitori, perché pare quasi abituare il bambino ad assumere una posizione scorretta.
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4 ottobre 2011
CONSIGLI PER I PRIMI PASSI
I BAMBINI CON IL PTC IMPARANO PIU' TARDI A CAMMINARE?
Non necessariamente. Un bimbo curato precocemente con il metodo Ponseti non avrà nessun ritardo nello sviluppo e inizierà a camminare normalmente tra gli 11 e i 20 mesi.
IL GIRELLO?
Il girello è sconsigliato, perché porta il bambino a camminare sulle punte, quando invece deve appoggiare bene tutta la pianta o al contrario tenere il piede in dorsiflessione, come quando si cammina sui talloni.
Il tutore appunto mantiene il piede in dorsiflessione, mentre il girello lo porta a fare il movimento opposto.
Non sono invece controindicate le "moto" senza pedali, in cui il bimbo si spinge appoggiando bene tutta la pianta del piede.
I BAMBINI CURATI COL METODO PONSETI HANNO BISOGNO DI SCARPE ORTOPEDICHE O SPECIALI?Non sono invece controindicate le "moto" senza pedali, in cui il bimbo si spinge appoggiando bene tutta la pianta del piede.
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18 settembre 2011
LA FASE CORRETTIVA: LA TENOTOMIA PERCUTANEA
QUAL È IL RUOLO DELLA CHIRURGIA NEL METODO PONSETI?
Nel metodo Ponseti il ricorso alla chirurgia è assente o minimo. Si riduce ad un intervento non invasivo, la tenotomia percutanea; più raramente dopo i 3-4 anni si deve ricorrere a un intervento chirurgico, il transfer del tendine tibiale anteriore, soprattutto nei casi di mancato o scorretto utilizzo del tutore.
A CHE COSA SERVE LA TENOTOMIA PERCUTANEA?
Il piede del bambino è malleabile, pertanto con delicate manipolazioni si possono gradualmente allungare muscoli, tendini e legamenti, rimodellare ossa e articolazioni; solamente per allungare il tendine di Achille, più duro e spesso degli altri, ci può essere bisogno della tenotomia percutanea.
QUANDO È NECESSARIA LA TENOTOMIA PERCUTANEA?
L'intervento è necessario nell'80% circa dei casi. E' indicato quando si siano corretti completamente piede varo, cavo, addotto, ma la dorsiflessione della caviglia è inferiore a 10 gradi.
In termini più semplici, con manipolazioni e gessi si sono portate le ossa nella posizione corretta, il piede appare finalmente "dritto" ed è stato completamente ruotato verso l'esterno; tuttavia il tendine di Achille rimane troppo corto e non si riesce a piegare a sufficienza il piede per avvicinarlo alla gamba (è il movimento che si fa per camminare sui talloni).
ATTENZIONE: È importante che la tenotomia non sia eseguita prima di aver ottenuto la necessaria correzione, in particolare un'abduzione (rotazione del piede verso l'esterno) di 50-60 gradi.
In concreto, i piedi devono già essere "a papera", in fuori, a 10 e 10. A prima vista devono già sembrare piedi normalissimi.
Nella foto qui sotto, un bambino prima della tenotomia:
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12 settembre 2011
PERCHE' SCEGLIERE IL METODO PONSETI (lettera di una mamma)
Titty, madre di Giuseppe e figlia di nonno Matteo, fondatore del gruppo di yahoo piede_torto_possibili_terapie, ha vissuto una bellissima esperienza conoscendo di persona il dottor Ignacio Ponseti. E' stato proprio lui a curare il suo piccolo Giuseppe, dopo che per mesi era stato massacrato da un famoso medico di Roma, sedicente esperto nel metodo Ponseti.
Ecco Giuseppe, dopo le disastrose "cure" in Italia,
Ecco Giuseppe, dopo le disastrose "cure" in Italia,

ed eccolo finalmente che cammina, con i piedi meravigliosamente corretti dal dottor Ponseti.

In questa lettera la toccante testimonianza di Titty:
18 agosto 2011
IL METODO PONSETI
Potete trovare una descrizione accurata del metodo Ponseti nel Manuale pratico del metodo Ponseti, che potete leggere ad esempio qui.
In questa pagina una sintetica descrizione del protocollo di cura.
CHE COS'E' IL METODO PONSETI?
E' un trattamento di cura del piede torto ideato dal dottor Ignacio V. Ponseti (1914-2009), a partire dagli anni Cinquanta. E' il metodo più testato, sicuro, economico ed efficace per la cura del ptc.
Ponseti ha ideato il metodo per correggere la malformazione ricorrendo il meno possibile alla chirurgia. Meno chirurgia significa meno rigidità, meno debolezza e meno dolore in età adulta.
CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN PIEDE CORRETTO CON IL METODO PONSETI E UNO TRATTATO COL METODO TRADIZIONALE?
L'operazione chirurgica utilizzata (purtroppo ancora oggi) nel metodo tradizionale è molto invasiva e spesso non risolutiva; i genitori riferiscono di vistose cicatrici e soprattutto di un piede debole, rigido, alle volte ancora storto, esteticamente "brutto" (appare, per così dire, "senza caviglia" e con poco tallone, tozzo, particolarmente corto), col tempo anche dolorante. E' inoltre particolarmente soggetto a recidive, per cui può essere operato più volte nel corso degli anni.
Nel metodo Ponseti la chirurgia è assente o minima (la tenotomia comporta un taglio di pochi millimetri; la cicatrice è praticamente invisibile), pertanto il piede è forte, flessibile, "appoggia" bene, rimane funzionale nel corso degli anni, senza dolore, ed è anche esteticamente quasi uguale ad un piede "normale" (ha la caviglia e il tallone ben disegnati, è solo un poco più corto, ma la differenza non si nota). Il tutore Ponseti riduce inoltre al minimo il rischio di recidiva, che comunque è più facile da curare in un piede trattato col Ponseti che in uno trattato chirurgicamente.
Qualche foto di esempio. Queste sono le cicatrici lasciate dall'intervento tradizionale:
Questa invece è la cicatrice della tenotomia percutanea del metodo Ponseti, praticamente invisibile:

CHE COS'E' IL METODO PONSETI?
E' un trattamento di cura del piede torto ideato dal dottor Ignacio V. Ponseti (1914-2009), a partire dagli anni Cinquanta. E' il metodo più testato, sicuro, economico ed efficace per la cura del ptc.
Ponseti ha ideato il metodo per correggere la malformazione ricorrendo il meno possibile alla chirurgia. Meno chirurgia significa meno rigidità, meno debolezza e meno dolore in età adulta.
CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN PIEDE CORRETTO CON IL METODO PONSETI E UNO TRATTATO COL METODO TRADIZIONALE?
L'operazione chirurgica utilizzata (purtroppo ancora oggi) nel metodo tradizionale è molto invasiva e spesso non risolutiva; i genitori riferiscono di vistose cicatrici e soprattutto di un piede debole, rigido, alle volte ancora storto, esteticamente "brutto" (appare, per così dire, "senza caviglia" e con poco tallone, tozzo, particolarmente corto), col tempo anche dolorante. E' inoltre particolarmente soggetto a recidive, per cui può essere operato più volte nel corso degli anni.
Nel metodo Ponseti la chirurgia è assente o minima (la tenotomia comporta un taglio di pochi millimetri; la cicatrice è praticamente invisibile), pertanto il piede è forte, flessibile, "appoggia" bene, rimane funzionale nel corso degli anni, senza dolore, ed è anche esteticamente quasi uguale ad un piede "normale" (ha la caviglia e il tallone ben disegnati, è solo un poco più corto, ma la differenza non si nota). Il tutore Ponseti riduce inoltre al minimo il rischio di recidiva, che comunque è più facile da curare in un piede trattato col Ponseti che in uno trattato chirurgicamente.
Qualche foto di esempio. Queste sono le cicatrici lasciate dall'intervento tradizionale:
Questa invece è la cicatrice della tenotomia percutanea del metodo Ponseti, praticamente invisibile:

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