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11 novembre 2011
18 settembre 2011
LA FASE CORRETTIVA: LA TENOTOMIA PERCUTANEA
QUAL È IL RUOLO DELLA CHIRURGIA NEL METODO PONSETI?
Nel metodo Ponseti il ricorso alla chirurgia è assente o minimo. Si riduce ad un intervento non invasivo, la tenotomia percutanea; più raramente dopo i 3-4 anni si deve ricorrere a un intervento chirurgico, il transfer del tendine tibiale anteriore, soprattutto nei casi di mancato o scorretto utilizzo del tutore.
A CHE COSA SERVE LA TENOTOMIA PERCUTANEA?
Il piede del bambino è malleabile, pertanto con delicate manipolazioni si possono gradualmente allungare muscoli, tendini e legamenti, rimodellare ossa e articolazioni; solamente per allungare il tendine di Achille, più duro e spesso degli altri, ci può essere bisogno della tenotomia percutanea.
QUANDO È NECESSARIA LA TENOTOMIA PERCUTANEA?
L'intervento è necessario nell'80% circa dei casi. E' indicato quando si siano corretti completamente piede varo, cavo, addotto, ma la dorsiflessione della caviglia è inferiore a 10 gradi.
In termini più semplici, con manipolazioni e gessi si sono portate le ossa nella posizione corretta, il piede appare finalmente "dritto" ed è stato completamente ruotato verso l'esterno; tuttavia il tendine di Achille rimane troppo corto e non si riesce a piegare a sufficienza il piede per avvicinarlo alla gamba (è il movimento che si fa per camminare sui talloni).
ATTENZIONE: È importante che la tenotomia non sia eseguita prima di aver ottenuto la necessaria correzione, in particolare un'abduzione (rotazione del piede verso l'esterno) di 50-60 gradi.
In concreto, i piedi devono già essere "a papera", in fuori, a 10 e 10. A prima vista devono già sembrare piedi normalissimi.
Nella foto qui sotto, un bambino prima della tenotomia:
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