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24 marzo 2012

PONSETI GLOBAL CLUBFOOT INITIATIVE: per la diffusione del metodo Ponseti nel mondo





Ponseti Global Clubfoot Initiative


Il piede torto è la malformazione muscoloscheletrica congenita più diffusa al mondo.
200.000 bambini nascono ogni giorno con il piede torto. Uno ogni 3 minuti. L'80% nei paesi in via di sviluppo. Milioni vivono con piedi torti non trattati. Un piede torto non curato spesso significa povertà, abusi,  emarginazione.


7 marzo 2012

IL PIEDE EQUINO VARO SUPINATO (piede torto congenito)


CHE COS'È IL PIEDE TORTO CONGENITO?

Detto anche piede equino-varo-supinato, è una delle più comuni deformità congenite (colpisce 1-2 bambini su 1000, in prevalenza maschi).

Alla nascita i piedi appaiono ruotati verso l'interno, con le punte verso il basso, rigidi e deformati in una posizione scorretta su diversi piani:

sono addotti (la parte anteriore punta all'interno);
vari (anche il tallone è piegato verso l'interno);
supini (la pianta del piede è ruotata verso l'alto);
cavi (il piede appare come "rotto" a metà sul lato interno);
equini (la punta è rivolta verso il basso).

Può essere bilaterale (colpisce entrambi i piedi) o monolaterale (un solo piede).

Una forma particolarmente grave è il piede torto atipico, che necessita di cure specifiche da parte di un medico molto capace, per essere guarito con successo.


Per la cura del piede torto sono utilizzati diversi metodi:


21 gennaio 2012

FARE LA DIFFERENZA NELLA CURA DEL PIEDE TORTO (il dottor Herzenberg sul metodo Ponseti)

Ogni anno, solo negli Stati Uniti, nascono 4.000-8.000 bambini affetti da piede torto congenito, una deformità del piede che colpisce bambini altrimenti sani. 
Per decenni la soluzione è stata l'intervento chirurgico, ma oggi c'è una cura migliore. 

Il dottor John Herzenberg è a capo della clinica di ortopedia pediatrica dell'ospedale Sinai di Baltimora, dove quasi ogni bambino è trattato con una tecnica non chirurgica: il metodo Ponseti.

Per leggere i sottotitoli al video cliccate su CC, in basso a destra.





5 dicembre 2011

MANUALE PRATICO DEL METODO PONSETI (tradotto dal dottor Sergio Monforte)

 






Questo manuale, pratico e semplice, è stato scritto da una bravissima fisioterapista, Iris Lohan, esperta nel trattamento del piede torto con il metodo Ponseti, anche nei bimbi grandi.


22 novembre 2011

GLI ECCEZIONALI RISULTATI DEL METODO PONSETI IN SPAGNA (uno studio della dottoressa Ey Batlle)


Riassumiamo qui i risultati dell'applicazione del metodo Ponseti da parte di un medico di fama internazionale, esperta nel trattamento e nel recupero di bimbi "grandi" e già trattati con altri metodi: la dottoressa Ey Batlle dell'ospedale Sant Joan de Déo di Barcellona.

Qui potete leggere l'originale in inglese:

COMPARATIVE STUDY OF 200 PATIENTS TREATED WITH PONSETI METHOD FOR CLUBFOOT WITH THE IOWA GROUP RESULTS 

Di seguito una sintesi dello studio:


20 novembre 2011

LA RECIDIVA E IL TRANSFER DEL TENDINE TIBIALE ANTERIORE (TTA)


Il bambino, concluso l'iter di correzione, è sottoposto da subito a controlli periodici per verificare la presenza di eventuali recidive. Infatti il piede del bimbo tende a recidivare, cioè a ruotare nuovamente in posizione scorretta.

La recidiva in un piede curato con il metodo Ponseti è più facile da trattare rispetto al metodo tradizionale, ma è necessario monitorare attentamente la situazione per intervenire precocemente ed evitare interventi chirurgici.

Il metodo più efficace per evitare le recidive è l'utilizzo corretto del tutore con barra secondo le indicazioni del protocollo del metodo Ponseti, in genere per tre mesi 23 ore al giorno e poi a scalare fino a portarlo solo di notte per circa 4 anni.

Infatti la causa più comune delle recidive è la mancata aderenza al protocollo di utilizzo del tutore: le recidive si verificano solo nel 6% delle famiglie che rispettano il protocollo di trattamento e in più dell' 80% delle famiglie che non lo rispettano (recidiva e aderenza al protocollo sono "inversamente correlate": se aumenta una, diminuisce l'altra).

Anche utilizzando correttamente il tutore, però, non si può eliminare completamente il rischio di recidiva, che è sempre possibile.

Il medico durante i controlli verifica in particolare che si mantenga l'abduzione (piede in fuori), la dorsiflessione (capacità di piegarsi verso la gamba, come a camminare sui talloni), la mobilità delle articolazioni.
Quando il bimbo cammina si verifica inoltre che il piede appoggi bene sulla pianta e non carichi sul lato esterno.

Ai primi segnali di recidiva si valuta l'opportunità di aumentare le ore di utilizzo del tutore e di applicare alcuni gessi per riportare il piede in correzione.

Nel caso di recidiva del piede equino, se i gessi non sono sufficienti può essere necessario ripetere la tenotomia percutanea.


IL TRANSFER O TRASPOSIZIONE DEL TENDINE  (TTA)

Alcuni bambini dopo i 3-4 anni di età, pur avendo il piede anatomicamente corretto, presentano una supinazione dinamica, cioé appoggiano il piede sul lato esterno mentre camminano. La pelle della pianta del piede risulta per questo più spessa sul lato. Il problema è di appoggio e postura, non di mancata correzione.

Questi bambini possono risolvere ottimamente il problema con la trasposizione del tendine tibiale anteriore (TTTA o TTA, anche detta transfer).


18 settembre 2011

LA FASE CORRETTIVA: LA TENOTOMIA PERCUTANEA

QUAL È IL RUOLO DELLA CHIRURGIA NEL METODO PONSETI?
Nel metodo Ponseti il ricorso alla chirurgia è assente o minimo. Si riduce ad un intervento non invasivo, la tenotomia percutanea; più raramente dopo i 3-4 anni si deve ricorrere a un intervento chirurgico, il transfer del tendine tibiale anteriore, soprattutto nei casi di mancato o scorretto utilizzo del tutore.

A CHE COSA SERVE LA TENOTOMIA PERCUTANEA?
Il piede del bambino è malleabile, pertanto con delicate manipolazioni si possono gradualmente allungare muscoli, tendini e legamenti, rimodellare ossa e articolazioni; solamente per allungare il tendine di Achille, più duro e spesso degli altri, ci può essere bisogno della tenotomia percutanea.

QUANDO È NECESSARIA LA TENOTOMIA PERCUTANEA?
L'intervento è necessario nell'80% circa dei casi. E' indicato quando si siano corretti completamente piede varo, cavo, addotto, ma la dorsiflessione della caviglia è inferiore a 10 gradi. 
In termini più semplici, con manipolazioni e gessi si sono portate le ossa nella posizione corretta,  il piede  appare finalmente "dritto" ed è stato completamente ruotato verso l'esterno; tuttavia il tendine di Achille rimane troppo corto e non si riesce a piegare a sufficienza il piede per avvicinarlo alla gamba (è il movimento che si fa per camminare sui talloni). 

ATTENZIONE: È importante che la tenotomia non sia eseguita prima di aver ottenuto la necessaria correzione, in particolare un'abduzione (rotazione del piede verso l'esterno) di 50-60 gradi.
In concreto, i piedi devono già essere "a papera", in fuori, a 10 e 10. A prima vista devono già sembrare piedi normalissimi.

Nella foto qui sotto, un bambino prima della tenotomia:

13 settembre 2011

LA FASE CORRETTIVA: MANIPOLAZIONE E GESSI



Il metodo Ponseti è in genere conosciuto come il "metodo dei gessi". In realtà il segreto della correzione è nella speciale manipolazione operata dal medico immediatamente prima dell'applicazione del gesso. Quest'ultimo serve poi a mantenere la correzione ottenuta fino alla successiva manipolazione.

Eppure manipolazioni e gessi sono molto usati anche nel metodo tradizionale:
  • per quel che riguarda le manipolazioni, se ne possono distinguere due tipi: quelle eseguite da genitori e fisioterapisti, che manipolano per settimane o mesi i piedini torti, con grande dispendio di tempo, denaro, fatica, senza per questo ottenere risultati paragonabili a quelli del metodo Ponseti; quelle eseguite dal medico durante l'applicazione del gesso (Kite);
  • non è inusuale che i bimbi portino gessi anche per 5-6 mesi. Tuttavia al termine di queste lunghe ed estenuanti ingessature il piede può non essere ancora corretto e perfino riportare danni.


CHE COSA HANNO DI PARTICOLARE LE MANIPOLAZIONI DEL METODO PONSETI?


12 settembre 2011

PERCHE' SCEGLIERE IL METODO PONSETI (lettera di una mamma)

Titty, madre di Giuseppe e figlia di nonno Matteo, fondatore del gruppo di yahoo piede_torto_possibili_terapie, ha vissuto una bellissima esperienza conoscendo di persona il dottor Ignacio Ponseti. E' stato proprio lui a curare il suo piccolo Giuseppe, dopo che per mesi era stato massacrato da un famoso medico di Roma, sedicente esperto nel metodo Ponseti.


Ecco Giuseppe, dopo le disastrose "cure" in Italia,






ed eccolo finalmente che cammina, con i piedi meravigliosamente corretti dal dottor Ponseti.







In questa lettera la toccante testimonianza di Titty:



18 agosto 2011

IL METODO PONSETI

Potete trovare una descrizione accurata del metodo Ponseti nel Manuale pratico del metodo Ponseti, che potete leggere ad esempio qui.

In questa pagina una sintetica descrizione del protocollo di cura.

CHE COS'E' IL METODO PONSETI?

E' un trattamento di cura del piede torto ideato dal dottor Ignacio V. Ponseti (1914-2009), a partire dagli anni Cinquanta. E' il metodo più testato, sicuro, economico ed efficace per la cura del ptc.
Ponseti ha ideato il metodo per correggere la malformazione ricorrendo il meno possibile alla chirurgia. Meno chirurgia significa meno rigidità, meno debolezza e meno dolore in età adulta.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN PIEDE CORRETTO CON IL METODO PONSETI E UNO TRATTATO COL METODO TRADIZIONALE?

L'operazione chirurgica utilizzata (purtroppo ancora oggi) nel metodo tradizionale è molto invasiva e spesso non risolutiva; i genitori riferiscono di vistose cicatrici e soprattutto  di un piede debole, rigido, alle volte ancora storto, esteticamente "brutto" (appare, per così dire, "senza caviglia" e con poco tallone, tozzo, particolarmente corto), col tempo anche dolorante. E' inoltre particolarmente soggetto a recidive, per cui può essere operato più volte nel corso degli anni.

Nel metodo Ponseti la chirurgia è assente o minima (la tenotomia comporta un taglio di pochi millimetri; la cicatrice è praticamente invisibile), pertanto il piede è forte, flessibile, "appoggia" bene, rimane funzionale nel corso degli anni, senza dolore, ed è anche esteticamente quasi uguale ad un piede "normale" (ha la caviglia e il tallone ben disegnati, è solo un poco più corto, ma la differenza non si nota). Il tutore Ponseti riduce inoltre al minimo il rischio di recidiva, che comunque è più facile da curare in un piede trattato col Ponseti che in uno trattato chirurgicamente.

Qualche foto di esempio. Queste sono le cicatrici lasciate dall'intervento tradizionale:


















Questa invece è la cicatrice della tenotomia percutanea del metodo Ponseti, praticamente invisibile: