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30 dicembre 2011

ESERCIZI PER PREVENIRE LA RECIDIVA (dal Manuale pratico del metodo Ponseti di Iris Lohan)

Iris Lohan, fisioterapista autrice del Manuale Pratico del metodo Ponseti, indica due strumenti fondamentali di prevenzione delle recidive:

  1. utilizzo del tutore seguendo scrupolosamente il protocollo;  
  2. stretching e altri semplici esercizi su indicazione del medico e del fisioterapista; servono ad aumentare la dorsiflessione e a mantenere allungati i muscoli.

    Attenzione: Sottolineiamo noi che la fisioterapia e lo stretching non servono a correggere il piede torto, ma a mantenere la correzione già completamente ottenuta con gessi e tenotomia. Gli esercizi insomma aiutano a mantenere il piede morbido, ma non "raddrizzano" il piede! 
    Se a conclusione del ciclo di gessi il piede è ancora un po' storto e vi mandano a fare fisioterapia, come accaduto purtroppo a diversi genitori, vi conviene davvero rivolgervi ad un altro medico.


    Qui sotto due semplici esercizi per la prevenzione delle recidive, consigliati nel Manuale.


    20 novembre 2011

    LA RECIDIVA E IL TRANSFER DEL TENDINE TIBIALE ANTERIORE (TTA)


    Il bambino, concluso l'iter di correzione, è sottoposto da subito a controlli periodici per verificare la presenza di eventuali recidive. Infatti il piede del bimbo tende a recidivare, cioè a ruotare nuovamente in posizione scorretta.

    La recidiva in un piede curato con il metodo Ponseti è più facile da trattare rispetto al metodo tradizionale, ma è necessario monitorare attentamente la situazione per intervenire precocemente ed evitare interventi chirurgici.

    Il metodo più efficace per evitare le recidive è l'utilizzo corretto del tutore con barra secondo le indicazioni del protocollo del metodo Ponseti, in genere per tre mesi 23 ore al giorno e poi a scalare fino a portarlo solo di notte per circa 4 anni.

    Infatti la causa più comune delle recidive è la mancata aderenza al protocollo di utilizzo del tutore: le recidive si verificano solo nel 6% delle famiglie che rispettano il protocollo di trattamento e in più dell' 80% delle famiglie che non lo rispettano (recidiva e aderenza al protocollo sono "inversamente correlate": se aumenta una, diminuisce l'altra).

    Anche utilizzando correttamente il tutore, però, non si può eliminare completamente il rischio di recidiva, che è sempre possibile.

    Il medico durante i controlli verifica in particolare che si mantenga l'abduzione (piede in fuori), la dorsiflessione (capacità di piegarsi verso la gamba, come a camminare sui talloni), la mobilità delle articolazioni.
    Quando il bimbo cammina si verifica inoltre che il piede appoggi bene sulla pianta e non carichi sul lato esterno.

    Ai primi segnali di recidiva si valuta l'opportunità di aumentare le ore di utilizzo del tutore e di applicare alcuni gessi per riportare il piede in correzione.

    Nel caso di recidiva del piede equino, se i gessi non sono sufficienti può essere necessario ripetere la tenotomia percutanea.


    IL TRANSFER O TRASPOSIZIONE DEL TENDINE  (TTA)

    Alcuni bambini dopo i 3-4 anni di età, pur avendo il piede anatomicamente corretto, presentano una supinazione dinamica, cioé appoggiano il piede sul lato esterno mentre camminano. La pelle della pianta del piede risulta per questo più spessa sul lato. Il problema è di appoggio e postura, non di mancata correzione.

    Questi bambini possono risolvere ottimamente il problema con la trasposizione del tendine tibiale anteriore (TTTA o TTA, anche detta transfer).