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17 aprile 2012

LA STORIA DI FLAMINIA


Paola è la mamma di Flaminia, una bella ragazza nata 17 anni fa con piede torto equino bilaterale molto grave: da allora per loro è iniziata un'odissea di terapie tradizionali che sembrava senza fine, fino alla scoperta del metodo Ponseti e all'incontro con la dottoressa Ana Ey Batlle a Barcellona...

Quando è nata Flaminia ci hanno consigliato di rivolgerci con fiducia a un professore di Roma, da tutti considerato il massimo esperto di piedi torti in Italia, quindi abbiamo fatto curare nostra figlia privatamente da lui con il metodo tradizionale: a 10 giorni ha iniziato i gessi, che ha tenuto per due mesi, poi una tenotomia a cielo aperto che le ha lasciato due cicatrici fino a metà polpaccio e brutte cheloidi; dopo di che, inutili Bebax e scarpe a biscotto.
Ovviamente a tre anni è arrivata la recidiva e Flaminia ha subito l'intervento nella parte mediale di un piede, con un'altra brutta cicatrice dovuta alle capsulotomie e all'allungamento dei tendini. Sono seguiti altri gessi, che hanno provocato una spaventosa necrosi: io e mio marito abbiamo dovuto medicarla tutti i giorni per sei mesi, inizialmente chiamando anche un infermiere specializzato, ma nonostante ciò l'alluce non è più cresciuto ed è rimasto un piede più corto di 4 cm, con un grosso buco.
A cinque anni decisero di operare l'altro piede, quello meno grave, ma anche qui sbagliarono e fecero una ipercorrezione. E dopo questi tre interventi non avevamo ancora risolto il problema, perché mia figlia aveva i piedi deformi e camminava sul lato esterno.

12 aprile 2012

LA STORIA DI MATTEO





Roberto ed Elisabetta  sono i genitori di Matteo, un bambino di 13 mesi nato con piede torto bilaterale e curato con il metodo Ponseti dal dottor Armando Gabrielli.

19 marzo 2012

LA STORIA DI LORENZO


Anna è la mamma di Lorenzo, un bimbo di 6 anni nato con il piede destro torto; trattato inizialmente a Napoli con una variante del metodo Ponseti, il bimbo ha rischiato un intervento invasivo, ma è stato curato efficacemente in poche settimane e senza interventi invasivi dal dottor Ippolito.

La sua storia inizia con la morfologica...


Era la 19esima settimana di gravidanza e mi sono presentata con la tranquillità più assoluta all’ecografia morfologica. 
Durante il controllo il ginecologo si è soffermato a lungo sul piedino: nonostante fosse molto piccolo si capiva già che era “strano”. La diagnosi è stata fatta immediatamente: il piedino destro del mio bimbo era torto. 
Il medico ha tentato di tranquillizzarmi assicurando che si trattava di un problema piuttosto lieve, ma una volta a casa ho cercato informazioni in Internet e mi sono angosciata ancora di più.

12 settembre 2011

PERCHE' SCEGLIERE IL METODO PONSETI (lettera di una mamma)

Titty, madre di Giuseppe e figlia di nonno Matteo, fondatore del gruppo di yahoo piede_torto_possibili_terapie, ha vissuto una bellissima esperienza conoscendo di persona il dottor Ignacio Ponseti. E' stato proprio lui a curare il suo piccolo Giuseppe, dopo che per mesi era stato massacrato da un famoso medico di Roma, sedicente esperto nel metodo Ponseti.


Ecco Giuseppe, dopo le disastrose "cure" in Italia,






ed eccolo finalmente che cammina, con i piedi meravigliosamente corretti dal dottor Ponseti.







In questa lettera la toccante testimonianza di Titty:



18 agosto 2011

IL METODO PONSETI

Potete trovare una descrizione accurata del metodo Ponseti nel Manuale pratico del metodo Ponseti, che potete leggere ad esempio qui.

In questa pagina una sintetica descrizione del protocollo di cura.

CHE COS'E' IL METODO PONSETI?

E' un trattamento di cura del piede torto ideato dal dottor Ignacio V. Ponseti (1914-2009), a partire dagli anni Cinquanta. E' il metodo più testato, sicuro, economico ed efficace per la cura del ptc.
Ponseti ha ideato il metodo per correggere la malformazione ricorrendo il meno possibile alla chirurgia. Meno chirurgia significa meno rigidità, meno debolezza e meno dolore in età adulta.

CHE DIFFERENZA C'E' TRA UN PIEDE CORRETTO CON IL METODO PONSETI E UNO TRATTATO COL METODO TRADIZIONALE?

L'operazione chirurgica utilizzata (purtroppo ancora oggi) nel metodo tradizionale è molto invasiva e spesso non risolutiva; i genitori riferiscono di vistose cicatrici e soprattutto  di un piede debole, rigido, alle volte ancora storto, esteticamente "brutto" (appare, per così dire, "senza caviglia" e con poco tallone, tozzo, particolarmente corto), col tempo anche dolorante. E' inoltre particolarmente soggetto a recidive, per cui può essere operato più volte nel corso degli anni.

Nel metodo Ponseti la chirurgia è assente o minima (la tenotomia comporta un taglio di pochi millimetri; la cicatrice è praticamente invisibile), pertanto il piede è forte, flessibile, "appoggia" bene, rimane funzionale nel corso degli anni, senza dolore, ed è anche esteticamente quasi uguale ad un piede "normale" (ha la caviglia e il tallone ben disegnati, è solo un poco più corto, ma la differenza non si nota). Il tutore Ponseti riduce inoltre al minimo il rischio di recidiva, che comunque è più facile da curare in un piede trattato col Ponseti che in uno trattato chirurgicamente.

Qualche foto di esempio. Queste sono le cicatrici lasciate dall'intervento tradizionale:


















Questa invece è la cicatrice della tenotomia percutanea del metodo Ponseti, praticamente invisibile: